locandina open space

OPEN SPACE

I BIGLIETTI SONO GRATUITI. L’INGRESSO รˆ CONSENTITO SOLO PREVIA REGISTRAZIONE IN CASSA OPPURE TRAMITE IL FORM SOTTOSTANTE.

Da giovedรฌ 5 a domenica 8 febbraio 2026, nelle sale affrescate di Palazzo Pallavicini, nel centro storico di Bologna in via San Felice 24, verrร  ospitato il progetto Open Space, ideato da Pallavicini Srl con la direzione artistica e la curatela di Giulia Di Terlizzi, nato con lโ€™obiettivo di valorizzare e promuovere progetti artistici contemporanei nel periodo di maggiore vitalitร  della stagione culturale bolognese.


Il progetto รจ inserito nel programma ufficiale di ART CITY Bologna 2026 e ART CITY White Night, in occasione di Arte Fiera, periodo che richiama in cittร  oltre 50.000 visitatori. In questo contesto, Open Space si colloca nel momento di massima intensitร  culturale della cittร , che ogni anno diventa crocevia internazionale per collezionisti, curatori, operatori del settore e appassionati dโ€™arte.

ESPOSITORI

Franco Perrotti

Julian T

AD Gallery

BiART Gallery

Cat Gallery

Ramini Art Dealer

UFO FABRIK

Wikiarte

Musa Mรกlaga

Ilda75

Fabrizio โ€œBicioโ€ Cadoppi

Laura Pagliai

Manuel Binda

Silvia Ingoglia (Ginger)

Massimo Amadesi

Tinamaria Marongiu

Franco Perrotti

Julian T

AD Gallery

BiART Gallery

Cat Gallery

Ramini Art Dealer

UFO FABRIK

Wikiarte

Musa Mรกlaga

Ilda75

Fabrizio โ€œBicioโ€ Cadoppi

Manuel Binda

Laura Pagliai

Massimo Amadesi

Tinamaria Marongiu

Silvia Ingoglia (Ginger)

  • Info Utili

    OPEN SPACE
    Da giovedรฌ 5 a domenica 8 febbraio 2026
    Bologna, Palazzo Pallavicini
    Via San Felice, 24

     

    Orari:
    giovedรฌ 5: dalle 17.00 alle 23.00
    venerdรฌ 6: dalle 17.00 alle 23.00
    sabato 7: dalle 11.00 alle 23.00
    domenica 8: dalle 10.00 alle 19.00

     

    Biglietteria:
    Ingresso gratuito previa registrazione in cassa o attraverso il form online


    Informazioni

    E-mail: info@palazzopallavicini.com; segreteria@palazzopallavicini.com
    Cell.: +39 3514535469 da martedรฌ a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16

     

    Ufficio stampa
    CLP Relazioni Pubbliche
    Ilenia Rubino | M. +39 333 2238560 | E. ilenia.rubino@clp1968.it
    T. +39 02 36755700 | www.clp1968.it

     

    Comunicazione digitale
    Digital Suits Web Agency
    Sergio Forni e Massimo Meloni
    M. +39 334 8689589 | E. info@digitalsuits.com | digitalsuits.it

  • Comunicato Stampa

    Il titolo Open Space richiama lโ€™idea di uno spazio fisico e concettuale aperto, attraversabile, pensato come luogo di confronto tra visioni eterogenee e percorsi di ricerca differenti. La mostra si sviluppa come un dispositivo espositivo capace di attivare relazioni tra le opere, gli artisti e lโ€™architettura storica che le accoglie, generando un dialogo continuo tra la stratificazione della memoria e le urgenze del presente. Le sale di Palazzo Pallavicini diventano cosรฌ un campo di sperimentazione in cui la contemporaneitร  รจ chiamata a misurarsi con un contesto fortemente identitario, dando vita a nuove letture e tensioni visive.

    Open Space coinvolge gallerie provenienti da diverse aree geografiche: AD Gallery (Firenze), BiART Gallery (Bagnacavallo) Cat Gallery, Musa Mรกlaga Exclusive Experiences (Spagna), Ramini Art Dealer (Castel San Pietro Terme), UFO FABRIK (Trento), Wikiarte (Bologna). La pluralitร  degli approcci espositivi e delle linee curatoriali proposte contribuisce a delineare un panorama articolato, non univoco, che riflette la complessitร  della ricerca artistica contemporanea.
    Accanto alla presenza delle gallerie, il progetto si articola attraverso due Special Project di Franco Perrotti e Julian T e una serie di solo show dedicati agli artisti: Fabrizioโ€œBicioโ€Cadoppi, Ilda75, Laura Pagliai, Loretta Merenda, Manuel Binda, Marilena Tesei, Massimo Amadesi, Silvia Ingoglia (Ginger), Tinamaria Marongiu, offrendo al pubblico la possibilitร  di approfondire poetiche individuali e traiettorie di ricerca specifiche.

    Lโ€™ingresso a Open Space sarร  completamente gratuito, con lโ€™intento di rendere il progetto accessibile a tutti e favorire una partecipazione ampia e trasversale. Un osservatorio sulle dinamiche dellโ€™arte contemporanea che si propone come spazio di incontro e condivisione, in cui opere, artisti, gallerie e
    pubblico possono ritrovarsi e vivere insieme unโ€™esperienza aperta, partecipata e in continua evoluzione.

Prenota Evento

Form/ticket icon icon
Open Space 2026 - 5 febbraio
Gratis
Form/up small icon icon Form/down small icon icon
Biglietti disponibili: Illimitato
Il biglietto "Open Space 2026 - 5 febbraio" รจ sold out. Ti preghiamo di selezionare un altro biglietto o un'altra data
Form/ticket icon icon
Open Space 2026 - 6 febbraio
Gratis
Form/up small icon icon Form/down small icon icon
Biglietti disponibili: Illimitato
Il biglietto "Open Space 2026 - 6 febbraio" รจ sold out. Ti preghiamo di selezionare un altro biglietto o un'altra data
Form/ticket icon icon
Open Space 2026 - 7 febbraio
Gratis
Form/up small icon icon Form/down small icon icon
Biglietti disponibili: Illimitato
Il biglietto "Open Space 2026 - 7 febbraio" รจ sold out. Ti preghiamo di selezionare un altro biglietto o un'altra data
Form/ticket icon icon
Open Space 2026 - 8 febbraio
Gratis
Form/up small icon icon Form/down small icon icon
Biglietti disponibili: Illimitato
Il biglietto "Open Space 2026 - 8 febbraio" รจ sold out. Ti preghiamo di selezionare un altro biglietto o un'altra data
Totale: 0

Data

05 - 08 Feb 2026

Luogo

Palazzo Pallavicini
Via San Felice, 24, 40122 Bologna BO

Categoria

Info

Segreteria Palazzo Pallavicini
Telefono
3514535469
Email
segreteria@palazzopallavicini.com

Altri organizzatori

CLP Relazioni Pubbliche
Telefono
+39 333 2238560
Email
ilenia.rubino@clp1968.it
Sito web
http://www.clp1968.it
Palazzo Pallavicini
Telefono
+393313471504
Email
info@palazzopallavicini.com

Franco Perrotti (Abruzzo, 1953) si forma a Milano, dove avvia il suo percorso nel design collaborando con aziende come Tecno, Poltrona Frau, Moroso, Faram e Airon, per poi fondare un proprio studio dedicato allโ€™industrial e interior design. La sua ricerca ibrida arte, design e artigianato, dando vita a oggetti, installazioni e sculture in cui funzione e racconto, rigore progettuale e immaginario poetico si intrecciano.

Nel 1997 avvia con Mario Mariano e Tanino Liberatore il laboratorio sperimentale Rude Bravo, in Abruzzo, inteso come officina in cui il progetto si svincola dalle logiche del mercato per farsi gesto critico e pratica di immaginazione condivisa. Nel 2024 il suo lavoro approda a Dubai con la mostra Dissuader. Arte e design di Franco Perrotti presso Alserkal Avenue, in occasione della Dubai Design Week e, a seguire, della Dubai Art Week, dove il grande piccione scultoreo sospeso diventa dispositivo simbolico e politico sui temi dei confini e delle migrazioni. Nel 2025 la Fabbrica del Vapore di Milano ospita la grande mostra monografica When I Was A Designer. Franco Perrotti, a cura di Fortunato Dโ€™Amico, che ripercorre quarantโ€™anni di attivitร , evidenziando il passaggio dal design allโ€™arte e la progressiva dissoluzione dei confini disciplinari.

Il giornaliero รจ un biglietto:
โ€ข Valido solo per la data selezionata
โ€ข Salta coda, l’orario riportato delle ore 10 sul biglietto salta coda indica che quel biglietto รจ utilizzabile dalle 10 fino all’ultimo ingresso delle 18
โ€ข Non รจ nominale: regalabile a chi ami!
โ€ขย Non rimborsabile in caso di imprevisti
ย 
Importante!
I biglietti online (tutti salta coda) si possono acquistare solo sul sito di Ticketone almeno 24 ore prima, per il giorno stesso si possono acquistare solo in cassa. Per chi acquista il biglietto ridotto sarร  obbligatorio esibire in cassa durante la convalida, il documento che attesti il diritto allo sconto.
Si ricorda che una volta effettuato lโ€™acquisto non sarร  possibile modificare data, orario e tipologia biglietto. Non sono previsti annulli e rimborsi.

OLTRE LA SUPERFICIE: TRE SGUARDI SULLA REALTร€ CONTEMPORANEA

Tre artisti, tre linguaggi fotografici, un’unica riflessione sulla complessitร  del reale e sulla fragilitร  dell’apparenza.

Letizia Rostagno presenta due serie complementari. In “DIORAMI” (2018-2024), la sovrapposizione di immagini su acetato trasparente crea narrazioni stratificate dove ogni livello condensa frammenti di memorie in una dimensione temporale non cronologica, come in un teatro del mondo che invita lo spettatore a un’interpretazione attiva. Con “Il mio nome รจ notte” (2025), una serie di autoritratti che indaga il territorio oscuro della metamorfosi, l’artista esplora l’impossibilitร  di fissare un sรฉ in continua evoluzione. La notte diventa metafora del processo di trasformazione, di quel momento carico di attesa e magia in cui il velo si alza e il mondo puรฒ finalmente vedere.

Antonio Schiavano, con “The Beauty and the Bane”, interviene su fotografie beauty e fashion attraverso l’applicazione di oli e vernici, corrompendo deliberatamente la perfezione dell’immagine commerciale. Ogni opera diventa unica e irripetibile, celebrando la vulnerabilitร  come forma di autenticitร  e rivelando come la bellezza trovi la sua essenza piรน profonda proprio attraverso l’imperfezione.

Jacopo Bellapianta documenta con “Single use” (2021-ongoing) il degrado di rifiuti non biodegradabili attraverso still-life fotografici che restituiscono, con chirurgica evidenza, le conseguenze del consumo usa e getta. Una denuncia visiva che ci confronta con ciรฒ che preferiremmo ignorare: il peso del nostro impatto ambientale.

Quattro modalitร  di decostruire l’immagine per rivelarne la sostanza: Rostagno attraverso la stratificazione e l’autoritratto come metamorfosi, Schiavano attraverso la trasformazione materica, Bellapianta attraverso la messa in luce dell’invisibile. Quattro inviti a guardare oltre la superficie per scoprire veritร  piรน profonde sulla nostra epoca.

Marilena Tesei รจ nata a Forlรฌ, dove abita e ha lo studio artistico. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Ravenna e si รจ perfezionata presso lo studio di affermati maestri pittori e ceramisti. Da anni siย  dedica con costanza alla pittura, pur provenendo da esperienze fotografiche e letterarie.ย  Affascinata dal simbolismo e dalle principali avanguardie storiche di inizio XX secolo scorso, รจย  pervenuta, attraverso la ricerca personale, ad un’astrazione di tipo concettuale, simbolico e lirico.ย  La sua sigla principale si basa sulla forma-colore, nonchรฉ su una forma-pensiero che si avvale di emergenze geometriche estranee alla rigida regola matematica, proiettate nell’universo dell’intimo sentire e determinata dal suo bisogno di narrare la contemporaneitร  e le sue difficoltร  in ogni ambito sociale.

Loretta Merenda. Trasparenza, fragilitร , colori sfumati, delicati: a tale ricerca si presta ottimamente il vetro, e in particolare il vetro di Murano. Loretta Merenda, diplomata in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, ha lavorato con vari materiali: filo di ferro, carta pergamino e carta velina, zucchero, scotch da carrozziere, plastica, conchiglie, foglietti salva colore, CD, tessere musive e frantumi di ceramica. Nel suo laboratorio di lavorazione del vetro โ€œDIVETRIMENTI โ€ ha realizzato infinite variazioni di sagome di un oggetto di uso quotidiano che tanto affascina gli artisti: la bottiglia, quale sintesi di forme curve e rette, contrasto di pieno e vuoto, prodotto artigianale e industriale; in questa esposizione presenta due quadri in vetro di Murano, realizzati col procedimento della vetrofusione, che giocando sulla trasparenza e sulle velature, attraverso la sovrapposizione di pigmenti,ย  smalti, sottilissime lastre e frantumi di vetro, la cosiddetta ‘fritta’, esplora le minime variazioni di tono, di vibrazioni, di opacitร  e riflessi che questo materiale consente.ย 

Il biglietto con visita guidata costa โ‚ฌ25 e comprende:
โ€ขย biglietto scontato per adulti e bambini dai 6 anni in su
โ€ข visita con guida specializzata della durata di circa 80 minuti
โ€ข radiocuffie e cuffie per ascoltare la guida che parla
โ€ข รจ nominale ma regalabile a chi ami.
ย 
Importante!
Per l’accesso presentarsi 15 minuti prima dell’inizio della visita all’ingresso della mostra presso il Museo della Permanente a Milano (Via Filippo Turati, 34)ย  presentando la mail di conferma.
Una volta acquistato il biglietto, non รจ possibile cambiare data, orario o tipo di biglietto, nรฉ ottenere rimborsi. Solo selezionando lโ€™opzione Biglietto Sicuro al momento dellโ€™acquisto รจ possibile richiedere il rimborso totale o il cambio data.

Il progetto: Gianluca Ramini Arte Contemporanea nasce nel 2023 dopo piรน di venti anni di collezionismo. Cerco di aiutare giovani artisti e mid-career, organizzando mostre, partecipando a fiere e proponendoli a istituzioni (Banche, Musei, Privati collezionisti) per le loro acquisizioni. Tratto in acquisto e vendita Maestri storicizzati, collaboro con avvocati e notai per consigliare al meglio la vendita delle opere dei loro clienti. Gli artisti con i quali collaboro si occupano di pittura, scultura e ceramica.

Mi impegno a proporre opere a nuovi collezionisti per far si che si possano innamorare di questo bellissimo mondo.

Gianluca Ramini

La Galleria Wikiarte di Deborah Petroni e Rubens Fogacci ha due sedi nel centro storico di Bologna: la prima in Galleria Falcone e Borsellino 2D, a pochi passi da Piazza Maggiore e dietro la Fondazione Lucio Dalla, la seconda in Via San Felice 18/A, a 50 metri dal Palazzo Pallavicini, sede di importanti esposizioni internazionali.

Due location di prestigio interamente dedicate allโ€™arte contemporanea, dove retrospettive di artisti storicizzati dialogano con le opere di nuova generazione, creando continuitร  tra passato e presente. Un ambiente dinamico in cui il collezionista puรฒ sentirsi accompagnato nella ricerca e negli acquisti, dalle opere che hanno segnato la storia dellโ€™arte a quelle di artisti emergenti destinati a cambiarla.

La selezione di artisti e opere avviene in collaborazione con critici e curatori e attraverso la partecipazione a fiere internazionali, dagli Stati Uniti al Giappone, dallโ€™Europa allโ€™Italia.

Wikiarte non รจ solo una galleria, ma una finestra sul mondo dellโ€™arte contemporanea.

Fabrizio Cadoppi in arte โ€œBicioโ€, artista bolognese classe 1968, fin da bambino manifesta una vera e propria passione per il disegno. Passione che lo porterร  negli anni a sperimentare e a frequentare diversi corsi per il perfezionamento delle varie tecniche artistiche. Instancabile sognatore, sempre in viaggio con la sua matita โ€œimpertinenteโ€, Bicio ama esprimersi con un linguaggio iconico e figurativo.

Attraverso il disegno a matita, sua principale cifra descrittiva, lโ€™artista esprime un mondo a volte spensierato, a volte fiabesco, a volte assai crudo e contemporaneo. Da questa stessa attitudine origina la riflessione sui confini della libertร , cardine della sua poetica e intrisa di attualitร , una sintesi grafica che esprime nelle sue opere abitate dalle zebre i suoi stringenti interrogativi.

Essere artisti significa voler essere liberi, come un animale destinato a spazi aperti per sua stessa natura oppure opere dโ€™arte, iconiche, da lui stesso definite come sinonimo di libertร . E se un certo tipo labile di pensiero si proponesse di delimitare gli spazi dellโ€™anima al pari di una irrisoria cornice che si illuda di poter contenere il concetto racchiuso in una tela, non resterร  altro che osservare meglio la veritร  manifesta: lโ€™allegorica gabbia non imprigiona il soggetto, ma noi. Ostaggi di una vita in bianco e nero, perdiamo la consapevolezza di essere i veri protagonisti di un film muto.

Bicio รจ dentro eppure รจ fuori ma ci indica una via dโ€™uscita. Oltre le sbarre, il cielo.

Le opere dellโ€™artista rappresentano grandi visi, dai tratti essenziali e con sguardi tesi ad indagare il quotidiano dellโ€™osservatore che si trova di fronte. Nel contempo ognuno di loro racconta la loro storia sulla tela. Ne risulta la descrizione dellโ€™uomo contemporaneo e delle sue contraddizioni, in perenne lotta con le emozioni. Uomini che celano, dietro unโ€™apparenza ben confezionata, la ricerca di qualcosa di vero. Solo a chi osa andare oltre e scavare nella profonditร  di quei visi, รจ possibile scorgere le fragilitร  di ognuno di noi e ciรฒ che si persegue nella propria esistenza.

I dipinti, realizzati in tecnica mista su tela, richiamano momenti introspettivi. Rappresentano grandi visi dai tratti essenziali, con sguardi tesi ad indagare il quotidiano dellโ€™osservatore di fronte a lui.
Solo a chi osa andare oltre, nella loro profonditร , quei visi racconteranno la propria storia e le fragilitร  delle nostre esistenze.

Ne risulta la descrizione dellโ€™uomo contemporaneo e delle sue contraddizioni, in perenne lotta con le emozioni. Uomini che celano, dietro unโ€™apparenza ben confezionata, la ricerca di qualcosa di vero. Lโ€™arte riesce cosรฌ ad arrivare a concetti essenziali dellโ€™uomo.

Laura Pagliai analizza lโ€™esistenza umana da punti di vista inusuali e intensi. I suoi personaggi, immobili e malinconici, vivono il tempo dellโ€™attesa. Osservano in silenzio, immersi in riflessioni di incertezza e inquietudine. Rappresentano il genere umano nella ricerca del proprio โ€œpalloncino rossoโ€, simbolo poetico legato al concetto di sogno, leggerezza e felicitร .

Manuel Binda รจ un artista autodidatta la cui ricerca si colloca tra street e pop art, rielaborando iconografie contemporanee attraverso un linguaggio figurativo di matrice simbolica. Dopo un primo percorso nel mondo del tatuaggio, ha esteso la propria pratica alla pittura su tela, sviluppando una ricerca orientata al rapporto tra immagine, memoria e immaginario collettivo. Le opere in mostra appartengono al progetto tra luci e ombre, primo capitolo di una ricerca piรน ampia articolata in diversi nuclei tematici, che affronta il tema dellโ€™identitร  come costruzione dinamica e, piรน in generale, indaga le contraddizioni dellโ€™esperienza contemporanea attraverso il dialogo tra mito, cultura pop e riferimenti del presente. Negli ultimi anni ha partecipato a manifestazioni artistiche di rilievo nazionale tra cui la Biennale di vigevano (2024) e Paratissima Torino (2025).

Silvia Ingoglia, in arte Ginger, รจ unโ€™artista visiva italiana che lavora con la pittura astratta emozionale, trasformando lโ€™esperienza interiore in linguaggio visivo.
Il suo percorso nasce nel 2020, in un momento di profonda frattura personale, quando la pittura diventa strumento di sopravvivenza, elaborazione e rinascita.
Le sue opere non rappresentano immagini, ma stati dellโ€™essere: emozioni primarie e non dette che prendono forma attraverso colore, gesto e materia. La sua ricerca si caratterizza per colori intensi, contrasti materici, segni fluidi e tensioni cromatiche, dove il dialogo tra controllo e abbandono
genera una pittura autentica e profondamente emotiva.
Con il progetto โ€œLe Tele di Gingerโ€, lโ€™artista crea uno spazio di connessione tra arte e vita, concependo la tela come luogo di trasformazione, consapevolezza e possibilitร . Il suo lavoro si inserisce in una visione contemporanea dellโ€™arte come atto trasformativo, capace di generare luce, veritร  e autenticitร  anche nei momenti piรน bui.

Presentazione di โ€˜LA MIA GENTEโ€™ manifesto parentalis di Massimo Amadesi

Chi sono? Da dove vengo? Un giorno ho iniziato a farmi queste domandeโ€ฆ poi mi sono ricordato di un vecchio baule che nonna Emma custodiva gelosamente nella sua camera da letto. Lo aprivi e apparivano antiche fotografie di famiglia: nonno Massimo, i suoi fratelli, le cartoline arrivate dal fronte bellico, immagini di parenti emigrati. Sapori antichi e atmosfere speciali. Ho sempre avuto una certa attrazione per ciรฒ che eโ€™ decadente e rovinato dal tempo, e ritrovare quelle immagini ha scatenato in me nuovi stimoli.

Mi sono quindi trasformato in un detective di famiglia: una scoperta di storie, fatti, persone, ricordiโ€ฆ tutto riaffiora e diventa un nuovo album di immagini di tempi perduti, rielaborate e riviste con gli occhi di oggi. Guardando le opere di questo progetto si ha la sensazione di fare un salto indietro nel tempo, la mente fa rinascere ricordi e immagini dal passato. Ma non si tratta solo dei miei parenti ma dei familiari di tutti. Ognuno si puรฒ riconoscere in questo percorso, ritrovare vecchie fotografie, ricordare un evento o un famigliare che non cโ€™รจ piรน. Il progetto quindi acquista una dimensione piรน ampia che riguarda non solo me ma chiunque lo osservi. Ho scelto di esporre 20 opere estratte dalle 70 opere totali in tecnica mista su carta che raccontano tante storie dimenticate.

Tinamaria Marongiu, nata a Cagliari nel 1961, รจ pioniera del Movimento Artistico โ€œArte Compattaโ€.
Dopo una carriera musicale di successo internazionale, si orienta verso le arti visive.
Nel 2009 consegue un Master in Art-Counseling, avviando una ricerca artistica sperimentale.
Dal 2010 realizza le opere Box-Es, assemblaggi tridimensionali di materiali eterogenei chiusi in teche di plexiglass.
Nel 2013 fonda lโ€™Arte Compatta, basata sui valori di Unicitร , Universalitร , Unione, Umanitร  e Uguaglianza.
Le sue opere riflettono una sintesi tra materia, coscienza e responsabilitร  sociale.
Espone in Biennali e mostre internazionali in Europa, Regno Unito e Stati Uniti.
Riceve numerosi premi, tra cui primo premio scultura Medusa Aurea e London Art Biennale Award.
Dal 2018 รจ presente nel Catalogo dellโ€™Arte Moderna (CAM).
Nel 2025 pubblica il Manifesto dellโ€™Arte Compatta, sancendo il movimento a livello internazionale.

locandina open space